I dati sono preoccupanti: ricerche di settore sempre più aggiornate stimano che a causa di COVID-19, le perdite per le imprese saranno terribili. Si prevede che l'80% delle piccole aziende subiranno ingenti danni, con fatturati in caduta libera. Il rischio di chiusura e fallimento è più che mai concreto.

Per questo è imperativo FARE PRESTO e intervenire il prima possibile.

Studio Kalimero affianca le aziende in crisi a causa del COVID-19 e lo fa con una squadra di intervento rapido composta da specialisti in varie discipline.

 1.
Velocità

Facciamo presto, non c'è nemmeno un minuto da perdere: gli specialisti di crisi d'impresa sono professionisti in grado di dare una visione esterna, reale e in prospettiva ma occorre rivolgersi a loro appena l’imprenditore comprende che la situazione sta precipitando. Il tempo diventa un fattore determinante;

2.
Analisi

L'analisi del reale stato dell'azienda è fondamentale. La crisi non solo non va sottovalutata ma occorre interpretarla secondo il business specifico di ciascuna impresa. Sono da evitare soluzioni generalistiche e affrettate che spesso si rivelano inadeguate;

3.
Prospettiva

Di fronte a uno shock economico di rilevanti proporzioni, è necessario affrontare la situazione della propria azienda da più punti di vista, ecco perché la scelta dello specialista di crisi deve tenere conto della sua preparazione multidisiplinare;

4.
Professionalità

Nel momento di fragilità, occorre prestare attenzione a consigli raffazzonati e affrettati che rischiano di peggiorare la situazione invece di migliorarla. La confusione può essere risolta solo con serietà e professionalità anche mettendo in atto pratiche che appaiono difficili ma che sono le più efficaci.

Se l'emotività e la pressione della crisi spingono a chiudere l'impresa o a chiudersi al mercato, è il momento di affidarsi agli esperti, a chi ha a cuore il destino della tua azienda perché è l'unico suo obiettivo.

La task force di Studio Kalimero valuterà:

  • quali sono stati i punti di debolezza dell’impresa (es. catena decisionale, comunicazione interna, rapporti col personale e con i fornitori, gap tecnologici, incapacità di lavorare a distanza, la scarsa formazione del personale ecc.);
  • quali dovevano essere gli asset da preservare cioè quelli più importanti dell’attività e quali influenze abbiano avuto da fattori interni (ad esempio personale, infrastrutture tecnologiche ecc.) ed esterni (fornitori principali, clienti ecc.);
  • quali sono stati i tempi di risposta nel ripristinare le normali attività o di contenimento delle perdite;
  • quali perdite l’impresa abbia avuto avuto (in termini di fatturato, incassi potenziali, danni, ecc.)

Queste informazioni saranno la base per gestire la crisi nell’ottica della continuità operativa al fine di identificare strategie di marketing da applicare ai mercati.

Anche se non esiste un “vaccino” alle crisi aziendali, né tantomeno soluzioni univoche, i nostri sforzi devono concentrarsi sul fornire risposte il più possibile tempestive e razionali anche in caso di emergenza.